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Senza padri. Economia del desiderio e condizioni di libertà nel capitalismo contemporaneo

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Descrizione

Un nuovo ordine del discorso circola nelle analisi del presente: l’evaporazione della figura del “padre” e la dissoluzione di ideali regolativi sono alla base di un’economia del godimento che coincide con l’essenza del capitalismo contemporaneo. Questo ordine del discorso (incarnato da autori quali Recalcati, Badiou, Zizek) auspica un ritorno del “limite” che assume la forma di una fedeltà alla verità o a grandi valori. Nell’eccesso di stimoli, di desideri, di merci, questa retorica vede le condizioni di un’ipnosi collettiva che consegna gli individui a un perenne asservimento al godimento, dunque al capitalismo. Si tratta però di un approccio che nell’invito alla temperanza rovescia proprio quell’economia del desiderio che fu il motore della liberazione dal lavoro e dalla conservazione negli ultimi grandi movimenti del ‘900. L’anomalia è che l’auspicio di un ritorno all’ordine non viene da un pensiero reazionario, bensì da autori impegnati a ripensare le condizioni di libertà. Ma si tratta davvero dell’unica strada possibile? Non occorre, piuttosto, vedere nella dissoluzione dei limiti e dei legami, nel rischio di procedere alla deriva o sull’orlo di un abisso, proprio la condizione dell’emergere di nuove soggettività? Assecondare quella stessa dissoluzione che tracci il cammino di un superamento delle individualità e configuri nuove comunità di uguali?

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Peso 250 g

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