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Descrizione

«La storia dei miei capelli crespi interseca la storia di almeno due Paesi e, più in generale, la storia indiretta delle relazioni tra diversi continenti: una geopolitica.»

«Attuale e importante, “Questi capelli” parla di temi noti a molti lettori che stanno lottando oggi per la loro identità mista; a chiunque stia cercando di dare un senso alla forma dei propri capelli, al colore della pelle e a legami familiari che non rientrano nel censimento più canonico» – The New York Times

«Il lettore è trascinato da un umorismo sottile e impertinente – dove finisce l’affidabilità dei ricordi, sembra dire l’autrice, inizia la narrazione. Un libro inebriante e intelligente» – Kirkus Reviews

Mila arriva a Lisbona da Luanda a tre anni, spettinata e “aggrappata a una confezione di biscotti”. Suo padre è portoghese, sua madre angolana, tutto ciò che sa delle sue origini è legato ai nonni e ad alcune fotografie sbiadite. Mila usa i ricordi come una biografia fallace, raccontando quattro generazioni di vicende familiari, e mettendosi alla ricerca della sua identità, una ricerca che si rivelerà complessa e dolorosa e che interseca la storia di tre Paesi e di due continenti. Attraverso l’originale lente dei suoi capelli indomiti e crespi, la vediamo cambiare e la seguiamo nei quartieri di una Lisbona non ancora gentrificata, nelle strade di Luanda e tra le foto di un album di famiglia che ci restituisce uno sguardo frammentario e ingannevole. Mescolando memoir e romanzo postcoloniale, realtà e finzione, Djaimilia Pereira de Almeida ragiona sul razzismo, sui meccanismi della memoria e sul processo di scrittura, costringendoci a riflettere su una domanda che oggi riguarda sempre più persone: cosa significa non appartenere del tutto a nessun luogo e vivere costantemente in bilico tra diverse culture?

Informazioni aggiuntive

Peso 250 g

Pagine

160

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