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Corpo e rivoluzione. Sulla filosofia di Luciano Parinetto

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Descrizione

«L’onnilateralità che caratterizza l’uomo veramente umano (e cioè, a venire) di Marx potrebbe assumere – nella prospettiva erotica – quella dimensione del polimorfismo libidico che, per Freud (e per Marcuse) è radicata nell’uomo». Così scriveva in Corpo e rivoluzione in Marx (1977) Luciano Parinetto (Brescia 1934 – Chiari 2001), titolare per quasi vent’anni della cattedra di Filosofia morale III all’Università degli Studi di Milano. Parinetto è stato soprattutto filosofo della rivoluzione e critico della religione: il suo Marx è, oggi più di allora, attuale perché diverso rispetto all’immagine offerta dalla letteratura marxista istituzionalizzatasi, tra l’altro, nei socialismi reali, e perverso rispetto alla vulgata spettrale di una dialettica innalzata a dogma. I saggi qui raccolti spaziano su temi cari a Parinetto, da lui affrontati a partire da una rilettura altra del pensiero dialettico: da Verdi alla mistica tedesca classica, dall’alienazione in Rousseau alla «leggenda» dell’ateismo di Marx, dalla corporeità polimorfa freudiana all’anti-Edipo di Deleuze-Guattari, dalla diversità come stregoneria alla «nazi-teologia» di Heidegger.

«Luciano Parinetto, bresciano, lavora (e sopravvive) a Milano». Così si presentava sulla quarta di copertina dei suoi libri. Tra le sue numerose opere qui si ricordano: Marx e Shylock (1982), Faust e Marx (1989 e 2004), Alchimia e utopia (1990 e 2004), Nostra signora dialettica (1991), Solilunio (1991), Marx diversoperverso (1996), Streghe e potere (1998), I Lumi e le streghe (1998), Gettare Heidegger (2001). Per i tipi di Mimesis ha curato: Nicola da Cusa, Il dio nascosto; L. Feuerbach, Rime sulla morte; Angelus Silesius, L’altro io di dio; Eraclito, Fuoco, non fuoco; Hegel-Hölderlin, Elesius e Carteggio; G.E. Lessing, Il teatro della verità; J. Böhme, La vita sovrasensibile. All’interno del volume è contenuta la bibliografia completa della sua opera.

Manuele Bellini, docente di ruolo nei licei, ha conseguito il dottorato di ricerca in Filosofia presso l’Università degli Studi di Milano, dove è cultore di Estetica. Oltre a numerosi saggi e traduzioni, ha pubblicato I profili dell’immagine. L’estetica della percezione in Henri Bergson: dalla metafisica al cinema (Milano 2003), Geroglifici, simboli, gesti. Il mito dell’Egitto e le origini dell’estetica (Napoli 2011). Inoltre, ha curato L’orrore nelle arti. Prospettive estetiche sull’immaginazione del limite (Napoli 2007 e Milano 2008) e La «muta eloquenza». Il gesto come valore espressivo (Milano 2011). È redattore e membro del Comitato di lettura della rivista «Materiali di Estetica».

Informazioni aggiuntive

Peso 250 g

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