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Streghe e potere. Il capitale e la persecuzione dei diversi. Copertina rigida 1998

Descrizione

Non è vero che, nel periodo delle grandi cacce alle streghe, tutti credessero nella loro realtà. Anzi, una vera folla di intellettuali dell’Umanesimo e del Rinascimento (poeti, storici, filosofi, artisti, teatranti, novelli eri ecc. ecc.) mostra, nei confronti delle streghe, la più lepida ironia.
È il Potere che, assieme ai suoi intellettuali organici, ha invece tutto l’interesse a sostenerne l’attendibilità, come evidenziano, per ragioni diverse, personaggi della statura di Jean Bodin e di Gabriel Naudé, contrastati dal pensatore libero Michel de Montaigne.
È la magia della politica che, per sua utilità, erge i roghi e streghizza, col supporto indispensabile delle gerarchie delle chiese cristiane. Come si vede limpidamente anche nel caso della conquista e colonizzazione dell’America, quando popoli interi vengono streghizzati per essere avviati al servaggio o all’eliminazione. Qui il trattamento riservato alle “streghe” è la prova generale che il capitale inscena di quello che, poi, riserverà ai “liberi lavoratori” del suo “libero mercato”.
La streghizzazione degli amerindi farà scuola e sarà importata in Europa, come in quest’opera Luciano Parinetto documenta con rigore e finezza di analisi, a domare insurrezioni, opposizioni (anche religiose), malessere sociale: la caccia alle streghe si rivela, per usare una categoria di Naudé, un colpo di stato che permette al Potere di conservarsi e di ampliarsi.
E non è ancora finita, perché si tratta anche di caccia al diverso, nei confronti del quale, pure da parte delle cosiddette democrazie, il modello della caccia alle streghe non ha perso efficacia ed attualità.

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Peso 600 g

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