20.00

Leonardo e l’Androgino. L’eros transessuale nella cultura, nella pittura e nel teatro del rinascimento

Descrizione

Tutto incomincia con El Libro dell’Amore (1469) di Marsilio Ficino che, nella Firenze laurenziana, non solo ripropone in chiave orfica il mito platonico dell’Androgino, creatura primigenia provvista d’entrambi i sessi e vocata all’intersessualità, ma legittima la fama omofila della città. Da parte sua Bernardo Dovizi, il futuro cardinal Bibbiena di Leone X, parodizza nella commedia Calandria (1513) questi “misteri” filosofici che hanno permeato la cultura d’un Poliziano, d’un Pico della Mirandola, dello stesso Lorenzo de’ Medici.

Leonardo invece sembra convinto che in lui, come nelle sue figure, risplenda il fulgore d’una bellezza androgina e, oltre a ritrarla nelle sembianze angeliche di giovani Nunzi o nei morbidi e numinosi contorni del Battista , ne anatomizza l’apparato urogenitale.

Gli allievi spiano il maestro: la plastica nudità della Leda è ripresa in un disegno di Raffaello mentre una sotterranea tradizione del nudo esplode nelle sedici postures pornografiche che un Giulio Romano disegna, un Marcantonio Raimondi incide, un Aretino commenta nei suoi Sonetti lussuriosi . Al teatro del Cinquecento il mito dell’androginia consegnerà il lascito dei più ambigui travestimenti dell’eros, la potenzialità comica connessa al gioco del Doppio insieme alla tensione irresistibile al riconoscimento/congiungimento. Una messinscena della Rinascenza che elude, beffarda, ogni normatività sessuale.

 

Informazioni aggiuntive

Peso 250 g

Leave a Reply

*

Ordina Prodotto

Compila il modulo per potere ordinare il prodotto

Name*

Email*

Enquiry*

detail product

    No detail information