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La funzione dell’orgasmo. Dalla cura delle nevrosi alla rivoluzione sessuale e politica

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Pensatore visionario e in anticipo sui tempi, Wilhelm Reich ha cambiato per sempre il modo di concepire il sesso, nella vita quotidiana come nell’approccio scientifico e terapeutico. La sua parabola inizia come enfant prodige della psicoanalisi, accanto a Sigmund Freud: da lui eredita
l’idea che nella sfera sessuale si concentrino gli abissi più profondi della psiche, e proprio attorno
alla libido si consuma il loro distacco. La funzione dell’orgasmo, la cui prima stesura risale al 1927, è il testo che determina la frattura, dolorosa ma fertile, col maestro, che vedeva nell’orgasmo un semplice corollario della riproduzione.
Persuaso della necessità di curare i disturbi psichici anziché eliminarne i sintomi, Reich ne individua l’origine nella libido, forma di energia che, se inibita e repressa, trova sfogo nella nevrosi, nella concrezione di «corazze caratteriali» che si ripercuotono sulla fisiologia, trasformandosi in «corazze muscolari»: la sessualità diviene così la crepa attraverso la quale le forme coercitive del potere – l’educazione familiare, la morale collettiva, lo squilibrio economico – si infiltrano nel corpo e nella psiche dell’individuo, la cui salute dipende direttamente dall’equilibrio sessuale, dal pieno dispiegamento della potenza orgasmica.
L’approccio eterodosso e pluridisciplinare, l’ibridazione di sociologia e psicoanalisi, teoria marxista e biologia costarono a Reich l’allontanamento dal Partito comunista e il rifiuto della comunità scientifica. Perseguitato dal nazismo in quanto ebreo e costretto a fuggire negli Stati Uniti, morì nel 1957 in un penitenziario della Pennsylvania, condannato per aver continuato la pratica clinica delle sue teorie nonostante il divieto governativo.
L’appello libertario e l’approccio innovativo della Funzione dell’orgasmo continuano tuttavia a esercitare un influsso decisivo su generazioni di intellettuali e psicoanalisti, da Herbert Marcuse a Norman Mailer, fino alla scuola della Gestalt. Il Saggiatore invita oggi a rileggere il capolavoro del
più eretico degli psicoanalisti e a scoprire il riverbero incessante di un libro che, nato nella temperie culturale della Vienna del primo Novecento, è stato capace di accendere la rivoluzione sessuale degli anni sessanta.

Wilhelm Reich (1897-1957) è stato medico, chirurgo e psicoanalista. Tra le sue opere ricordiamo Psicologia di massa del fascismo (1933), La rivoluzione sessuale (1936), Sessualità e angoscia (1936), Reich parla di Freud (1952).

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Peso 250 g

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