La libreria Antigone di Milano esprime la massima solidarietà e complicità con la fabbrica recuperata RiMaflow a Trezzano sul Naviglio. 

Antigone, infatti, fin dall’inizio del suo percorso fu supportata dalla cooperativa RiMaflow, la quale decise di contribuire al progetto donandoci numerosi materiali di riciclo per arredare il negozio in maniera sostenibile e con il minor impatto ecologico possibile.

Scaffali, mensole, sedie, assi di legno scartati, ripuliti e resi riutilizzabili hanno abbattuto notevolmente le spese iniziali dell’apertura dell’attività, e questo è stato possibile solo per la generosità dei lavoratori e delle lavoratrici della RiMaflow. 

L’esperienza di RiMaflow è un bene comune, una risposta alla crisi economica e del lavoro che ha salvato la dignità e la vita a numerosi lavoratori e lavoratrici messi in mezzo ad una strada dalla ditta precedente.

RiMaflow oggi è sotto duro attacco da Unicredit, proprietaria dell’immobile, che rivendica il luogo dopo sei anni di silenzio (nessuna denuncia formale è mai stata fatta infatti) e non accetta nessun compromesso con chi quel luogo lo ha tutelato, sistemato e riabilitato.

Invitiamo tutt* a difendere RiMaflow! 

Mercoledì 28 novembre alle ore 8:00 noi saremo davanti ai cancelli di quello spazio con tanti e tante altr* che in questi anni hanno attraversato quel progetto!

Clicca qui per visitare il sito della RiMaflow.

La libreria mercoledì 28 novembre aprirà quindi alle  ore 15:00. 

 

Puoi sostenere RiMaflow anche acquistando il Calendario 2019 delle Fabbriche Recuperate. L’intero ricavato andrà alla cooperativa RiMaflow. Clicca qui. 

 


Di seguito condividiamo l’appello dei lavoratori e delle lavoratrici in difesa della RiMaflow!

COMUNICATO IMPORTANTE – FATE GIRARE !!!
Il 28 Novembre dalle 8 di mattina saremo tutte e tutti a RiMaflow!

La mattina di mercoledì 28 novembre Unicredit Leasing rischia di cancellare con la forza la RiMaflow di Trezzano sul Naviglio, un’esperienza di autogestione operaia e di mutualismo che in quasi sei anni ha creato dal niente e senza aiuto alcuno 120 posti di lavoro.
Il Leasing caccia lavoratori e lavoratrici attraverso un decreto di sfratto nei confronti di Virum, un’immobiliare inadempiente e inesistente da anni nel sito.
Il decreto del Tribunale permette di ottenere la liberazione dell’area da persone e da cose mentre le istituzioni sbandierano un’inchiesta sullo smaltimento illecito dei rifiuti, che ha portato all’accusa infamante di RiMaflow come parte di un’associazione a delinquere e all’arresto del presidente della Cooperativa Massimo Lettieri: ossia il rovescio esatto di quanto fatto in questi anni come scelta ambientalista e di contrasto della criminalità organizzata sul nostro territorio da parte di RiMaflow!
Di questa inchiesta non si parla già più e si concluderà forse senza neppure celebrare un processo, mentre Virum si è sciolta come neve al sole ma sembra rimanere in vita solo per essere … oggetto dello sfratto! Unicredit Leasing non accetta la regolarizzazione dell’occupazione, come proposto anche dalla Prefettura di Milano per l’alto valore sociale dell’esperienza operaia di tutti questi anni, anni in cui la fabbrica sarebbe stata magari riempita di rifiuti poi dati alle fiamme, come succede ormai quotidianamente proprio in questi territori. Mentre se ciò non è avvenuto, come non è avvenuta alcuna altra conseguenza devastante di inquinamento – dati i tetti in amianto e il sottosuolo contaminato -, è proprio per la custodia del bene da parte dei lavoratori e delle lavoratrici presidianti.
Nessuna istituzione ha dato una mano a trasformare decine e decine di occasioni di lavoro informale in posti di lavoro regolari, ma decine e decine di operai e artigiani sono riusciti a regolarizzarsi proprio attraverso l’attività della Cooperativa RiMaflow colpita e messa in mora dall’inchiesta giudiziaria.
Proprio come in questi giorni a Riace o al Baobab Experience di Roma le istituzioni cancellano esempi straordinari e a noi vicini di accoglienza nel nome della ripristinata ‘legalità’, così nei confronti di RiMaflow istituzioni inadempienti gioiscono della ripristinata ‘legalità’, provocando il licenziamento per la seconda volta di 120 persone e restituendo all’abbandono e al degrado 30mila metri quadri di capannoni!
Noi non accettiamo questa situazione! Sono migliaia le personalità, le associazioni e i movimenti anche su scala internazionale, così come i semplici cittadini che hanno manifestato solidarietà a RiMaflow e hanno chiesto e chiedono un tavolo negoziale che impedisca lo sgombero.
Lo rivendicheremo fino al 28 mattina quando saremo ancora una volta tutte e tutti insieme a spiegare all’Ufficiale giudiziario le nostre ragioni e le soluzioni possibili alla controversia.
RiMaflow deve continuare a vivere e vivrà!


Libreria Antigone
via Kramer 20, Milano
www.libreriantigone.com
info@libreriantigone.com
Libreria Antigone

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